Il complesso archeologico del Santu Antine è costituito dal nuraghe e da un villaggio di capanne che lo circonda, sul quale si svilupparono più tardi edifici di età romana, probabilmente quanto rimane di un’azienda agricola.
Il nuraghe è l’edificio più antico dell’intero complesso, in quanto venne costruito durante l’Età del Bronzo, probabilmente nel corso del XVI° secolo a.C.
Si tratta dunque di un edificio preistorico, nato quando in Sardegna fioriva la Civiltà Nuragica, della quale il Santu Antine rappresenta una delle testimonianze più significative sia per le dimensioni che per le caratteristiche architettoniche.
Il nuraghe è costituito da un bastione di forma approssimativamente triangolare, con ai vertici tre torri circolari. All’interno del bastione si trovano un vasto cortile e la torre centrale che, con i suoi 17 metri di altezza residua, resta una delle più imponenti dell’intera Isola.
L’edificio è in basalto, pietra vulcanica locale, e le murature sono interamente costruite a secco, senza l’utilizzo di malta. Le pietre, di dimensioni colossali nella parte più bassa delle strutture, si riducono ed appaiono meglio rifinite man mano che si sale ai piani superiori.
Gli ingressi sono realizzati con poderose architravi in pietra, mentre gli ambienti circolari presentano una copertura a falsa cupola (tholos).
All’esterno del bastione, tra il XIII° e il IX° secolo a.C. si sviluppò un vasto villaggio nuragico di cui solo una parte - 14 capanne — è stata messa in luce dagli scavi archeologici ma che, da numerose indagini, sappiamo doveva interessare un’area assai vasta.
Anche le capanne del villaggio, di forma circolare, sono costruite a secco, almeno nella parte inferiore ancora visibile. La parte superiore ed il tetto, invece, era per lo più costruita con strutture di legno, paglia e malta di fango, in maniera simile alle moderne “pinnette”, piccole costruzioni pastorali assai diffuse nella campagna sarda.
Alcune capanne conservano ancora elementi della struttura interna, come sedili, focolari, tramezzi, che permettono di distinguerne la funzione originaria: abitativa, lavorativa, pubblica…
In varie zone, ma soprattutto nell’area antistante l’ingresso principale al bastione, gli scavi archeologici hanno messo in luce ambienti con muri rettilinei costruiti con malta che, spesso, si sovrappongono alle capanne nuragiche. Questi ambienti costituiscono quanto rimane di un insediamento di età romana, probabilmente un’azienda agricola, vitale tra il I° sec. a.C. ed il IV sec. d.C.
PRIMA DELLA VISITA, ALCUNE NOTIZIE
Il Santu Antine fu meta di viaggiatori già dal XVIII secolo; fu, nel 1774 il primo nuraghe ad essere disegnato, dal naturalista Francesco Cetti. In seguito, nell’800, altri studiosi viaggiatori visitarono il nuraghe e divulgarono le loro conoscenze con testi, disegni e rilievi.
A quei tempi, però, il nuraghe appariva diverso, sepolto per più di metà sotto una collina formata dai crolli delle parti più alte e dal terreno che nei millenni vi si era depositato sopra.
Antonio Taramelli fu, nel 1933 il primo a svolgere importanti scavi archeologici, liberando interamente dai crolli il cortile interno del nuraghe e restituendo all’edificio le sue naturali dimensioni. Più tardi, nel 1964, fu evidenziata l’area del villaggio e fu eseguito un intervento di restauro.
Da allora, solo brevi interventi di emergenza o finalizzati al chiarimento di alcune problematiche specifiche ed una recente campagna di scavo che ha messo in luce, nel 2004, una ulteriore porzione del villaggio ad ovest del nuraghe.
Dal 2004 è inoltre iniziato un sistematico intervento di restauro dell’intero complesso che gli ha restituito l’integrità strutturale in parte compromessa dal tempo e dai vecchi interventi.
Contestualmente si sono svolti lavori di scavo archeologico, necessari per la comprensione più approfondita delle strutture antiche, che hanno prodotto interessantissimi risultati a livello scientifico ed evidenziato strutture in precedenza non conosciute ed importanti come il pozzo messo in luce all’interno della torre nord.
1 Pagine visitate da Gennaio 2007
ATTENZIONE: Il Museo della Valle dei Nuraghi rimmarà chiuso per restauro.